5.            Archivio di Stato di Fermo, Fondo diplomatico, Hubart n. 1702

2 dicembre 1244

Fildesmido da Mogliano divide il suo patrimonio in due parti da assegnarsi ai suoi due eredi: nella prima pone i castra di Mogliano, Montechiaro, Poggio S. Lucia, Loro, Cerqueto, Rebettino e S. Giovanni e nella seconda i castra di Brunforte, Gualdo, Cardine, Castelgismondo, una parte di Schito, Malvicino, Poggio S. Michele, Isola e Colle Pietra con la signoria su Morico e Piobbico.

In nomine Patris et filii et Spiritus Sancti, amen.

Dominus Fildesmidus vult et desiderat sortiri mansum eius inter dominum Rogerium eius filium, et dominum Raynaldum suum nepotem, per medietatem pro divisa parte; quod non vult ut aliquis eorum habeat sortem in uno castro in alio; et hec divisio  vult  quod  quilibet eorum teneat ratam et flrmam habeat; si dominus Fildesmidus decederet sine aliquo testamento quod  non  valere  faceret ,  servata  in  se  dominatione  et  senioria  dum  ipse  viveret,  minuenda et augumentanda ad  suam  voluntatem.  Item placet et ordinat, quod si aliquis eorum  moriretur  sine  herede  masculina,  omnia sua  bona  vult  quod  remaneant  alteri;  et  si  remaneret  femina, vult quod habeat dotem  mille  librarum;  et  si  appareret  ultra unam, quelibet habeat septemcentas libras in dotem.  Item,  si aliquis eorum appareret esse fractam (?) aliqua guerra, vult quod alius teneatur iuvare ipsum per se et sua; si esset in  eorum  contrata, ad bonam fidem sine fraude, et iuvare ipsum per  se  secundum quod ille faceret per se; et  si  esset  extra  contratam, eorum quilibet debeat iuvare  ad  invicem  sine  fraude  per se,  et sua. Item precipit,  quod  nullus  eorum  debeat  facere  guerram unus sine altero, et si faceret, teneatur iuvare  infra  ipsos  ad eorum voluntatem. Item precipit, quod omnia que emit dominus Fildesmidus a domina Monaldesca matre domini Rainaldi, debeat habere dictus Rainaldus, salvo quidquid expendidimus in predictis bonis ad recordantiam domini Fildesmidi, et salvo que sunt  a Sancto  Angelo  infra. Item  precipit,  quod  omnia  bona que recepit a comite Gentile, occasione  comitis  Gualterii  qui  erat  in captione, et occasione domine Anfelisie filie comitis Gentilis, de matrimonio inter dominum Rogerium et ipsam, vult quod rehabeat dominus Rogerius ut uxor sua; salvo, ad recordationem domini Fildesmidi,  quidquid  fuerunt  expense  in  facto  comitis  Gentilis vel cancellerii vel pro dicto, vel quidquid expendiderit dominus Rogerius pro suo negotio sine voluntate domini Fildesmidi. Item precipit, quod omnia bona que habet in Castro Vetuli et in Esclito emit a domino Adenulfo, vult quod habeat fllius domini Gentilis domini Guaiterii; et si moriretur sine herede masculina, debeat rehabere predicta ille qui habet  et  tenet  in  montanis  partibus. Item precipit, quod  si dominus  Rogerius  haberet  et  teneret  illud de Montanea vel illud de Moliano, teneatur dare et  solvere  domino Rainaldo D libras, pro bonis domine Munaldesce que ei pertinent. Item precipit, quod domina Ricca, si dominus Fildesmidus decederet, habeat in vita sua XX libras de dativa Podii Sancte Lucie, et post mortem dicte Ricce,  debeat  remanere  illi  qui habebit Molianum. Item dicit, quod  si  remaneret  heres  masculina, debeat habere  C  libras  infra  tres  annos,  ab illo  qui  teneret  in  Montanea. Item precipit,  quod  dominus  Nicolecta,  et  Riczerius et  Guilielmus  filii  domini  Nicolai,  quilibet  habeat  C  libras, et debeat habere infra tres annos, et teneatur solvere illis ille qui tenet sortem Moliani.

Et hec sunt partes et divisiones facte per dominum Fildesmidum. In primis talis pars Moliani hec est: scilicet: Moliani, Montisclari,  cum capite supradicti Podii Sancte Lucie, Lauro, parte Querqueti, Rebetino, parte Sancti Ianni cum eorum districto et tenimento.  Alia vero pars hec est; scilicet Brumforte. Gualdus, Cardinis, Castellusmudi, pars Escleti, Podium Sancli Michaelis, Malevicinus, Ysula et Collis Petre, cum dominatione Morici et Plobici; et semper sit in voluntate domini Filùesmidi augendi et minuendi. Anno Domini millesimo CCXLIIII, indictione VI, die II decembri intrante; presentibus domino Baligano, domino Trasmundo de Sancto Angelo,  Ugolino  de Massa,  domino  Birotto  de Pitriola, Armaleo et Nepoliono, domino Rubeo de Orbisalia, domino Trasmundo de Pitriolo, domino Gualterio de Loro, domino Baligano de Urbisalia, et Dompno Deutalleve priore Sancte Marie  de  Lauro  et  Domino Albertacio, testibus.

ITA        Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo , amen.

Il signor Fildesmido vuole e desidera che il suo manso venga diviso tra il signor Ruggero, suo figlio, e il signor Rinaldo suo nipote, a metà per ciascuna parte separata , poiché non vuole che nessuno di loro abbia in sorte un castello nella parte dell’altro; e vuole che questa divisione ciascuno di loro la mantenga come valida e la consideri come immutabile; se il signor Fildesmido morisse senza un  testamento che le tolga efficacia; conservando per sé dominio e signoria finché è in vita,  da diminuirsi o da aumentarsi a sua volontà. Inoltre ritiene opportuno e ordina che se qualcuno di essi morisse senza eredi maschi, vuole che tutti i suoi beni rimangano all’altro; e se rimanesse una femmina, vuole che abbia una dote di mille libbre; e se ve ne fosse più di una , ognuna abbia settecento libbre in dote. Inoltre, se qualcuno [una parte] di loro risulti indebolito da qualche guerra, vuole che l’altro sia tenuto ad aiutarlo personalmente e con i propri beni; se sia nella loro contrada, in buona fede e senza frode, che aiuti il medesimo secondo ciò che egli stesso abbia fatto personalmente; e se sia fuori dalla loro contrada, ciascuno di loro debba prestare aiuto all’altro, reciprocamente, senza frode, con la sua persona e con i suoi beni. Inoltre comanda, che nessuno dei due debba muovere guerra senza l’altro, e se lo facesse, siano tenuti ad aiutarsi secondo la loro volontà. Inoltre ordina che tutto ciò che il signor Fildesmido  acquistò dalla signora Monaldesca, madre del signor Rinaldo debba averlo il detto Rinaldo, salvo ciò che spendemmo per i predetti beni a memoria del signor Fildesmido, e salvo quelli che si trovano inferiormente a Sant’Angelo. Inoltre ordina che tutti i beni che ha ricevuto dal conte Gentile, per la circostanza del Conte Gualtiero che si trovava prigioniero, e per la circostanza della signora Anfelisia figlia del conte Gentile, in relazione al matrimonio tra il signor Ruggero e la stessa, vuole che ciò abbiano indietro il signor Ruggero e sua moglie; eccetto, a memoria del signor Fildesmido, ciò che fu speso per la questione del conte Gentile sia per i cancellieri sia per la sentenza, sia per ogni altra cosa che il signor Ruggero abbia speso per suo affare senza il consenso del signor Fildesmido. Inoltre ordina che tutti i beni che possiede a Castelvecchio e Schito,  che acquistò dal signor Adenulfo, vuole che li abbia il figlio del signor Gentile di Gualtiero; e se morisse senza eredi maschi, li debba riavere colui che tiene e possiede nelle zone montane. Ordina poi che se il signor Ruggero avrà e terrà i beni della montagna o quelli di Mogliano, sia tenuto a dare e pagare al signor Rinaldo cinquecento libbre, per i beni della signora Monaldesca che a lui appartengono. Inoltre ordina che alla signora Ricca, se il signor Fidesmido morisse, abbia durante la sua vita venti libbre tratte dalla dativa di Poggio Santa Lucia, e dopo la morte di detta Ricca, debbano rimanere a colui che avrà Mogliano. Inoltre stabilisce che  se rimanesse un erede maschio, debba avere cento libbre entro tre anni, da colui che avrà la parte montana. Ordina che il signor Nicolecta e Riczerio e Gugliemo figli del signor Nicola, abbiano ciascuno cento libre entro tre anni, e sia tenuto a pagarli colui che tiene la parte di Mogliano. E queste sono le parti e le divisioni fatte dal signor Fildesmido.  Per  prima la parte di Mogliano così è [composta]: Mogliano, Montechiaro, con a capo il sopra detto Poggio Santa Lucia, Loro, parte di Cerqueto, Rebetino, parte di San Giovanni con i loro distretti e tenute. L’altra parte poi è così [composta]: Brunforte, Gualdo, Cardine, Castelgismondo, parte di Schito, Poggio San Michele, Malvicino, Isola e Colle Pietra con la signoria su Morico e Piobbico; e sempre sia nella facoltà del signor Fildesmido  di diminuirle e aumentarle.

Nell’anno del Signore 1244, indizione sesta, il giorno 2 dicembre; alla presenza del signor Baligano, del signor Trasmondo di Sant’Angelo, Ugolino di Massa, del signor Birotto di Petriolo, di Armaleo e Napoleone, del signor Rubeo di Urbisaglia, del signor Trasmondo di Petriolo, del signor Gualtiero di Loro, del signor Baligano di Urbisaglia, e del signor Diotalleve priore di Santa Maria di Loro e del signor Albertacio, testimoni.

EN          December 2, 1244

Fildesmido of Mogliano divides his property in two shares: the first consists of the  castra of Mogliano, Montechiaro, Poggio S. Lucia, Loro, Cerqueto, Rebettino, and S. Giovanni; the second is comprised of the castra of Brunforte, Gualdo, Cardine, Castelgismondo , part of Schito, Malvicino, Poggio S. Michele, Isola and Colle Pietra with the lordship over Morico and Piobbico. In the name of the Father of the Son and of the Holy Spirit, amen.  Fildesmido wants and wishes his mansus to be divided between Ruggero, his son, and Raynald, his grandson, into two equal, separate parts, since he does not want any of them to own a castrum on the other’s land; and he wants each of them to keep this division valid and consider it immutable, if Fildesmido dies without a will that would cause its effectiveness to cease, keeping his fiefdom and lordship to himself as long as he is alive, and reserving the right to diminish or increase it according to his will. Furthermore, he deems it appropriate and orders that if any of them die without male heirs, all his possessions shall be assigned to the other; and if a female heir is left, he wants her to inherit a dowry of a thousand libbre; and if there will be more than one, each shall have seven hundred libbre in dowry. Furthermore, if one heir is weakened by some war, he wants the other to be required to help him personally and with his own financial means; if he is on his own land, in good faith and without fraud, and to help the same according to what he himself has done personally; and if he is outside their lands, each of them must provide assistance to the other, reciprocally, without fraud, in person and with his financial means. Furthermore, he commands that neither of them should wage war without the other, and if he does, they are required to help each other according to their will. He also orders that everything that Fildesmido bought from Monaldesca, Raynald’s mother, must be given to Raynald, except for what we spent on the aforementioned goods in memory of Fildesmido, and except for those that are located below Sant’Angelo.  He also orders that all the goods he received by Count Gentile when Count Gualtiero was held prisoner, and due to the circumstance of Anfelisia, daughter of Count Gentile, in relation to her marriage to Mr. Ruggero, he wants that is given back to Ruggero and his wife; except for what was spent on the issue with Count Gentile, both for the chancellors and for the sentence, and for everything else that Ruggero spent on his own without the consent of Fildesmido. He also orders that all the assets he owns in Castelvecchio and Schito, which he bought from Adenulfo, be given to the son of Gentile of Gualtiero; and if he dies without male heirs, they must be given back to their owner in the mountain areas. He then orders that if Ruggero will have and keep the lands in the mountains or those of Mogliano, he is obliged to give and pay to five hundred libbre to Raynald, for the assets of Signora Monaldesca that belong to him. He also orders that Ricca, shall Fidesmido die, receive twenty pounds taken from the taxes on Poggio Santa Lucia during his life, and after the death of said Ricca, they must go to the person who will inherit Mogliano. He also establishes that if a male heir remains, he must receive one hundred libbre within three years from the one who will have inherited the mountain fiefs. He orders that Nicolecta, Riczerio, and Gugliemo, sons of Nicola, each inherit one hundred libbre within three years, paid by the person who will have inherited Mogliano. And the following are the parts and divisions made by Fildesmido. First, the share corresponding to Mogliano is [composed] as follows: Mogliano, Montechiaro, overlooked by the aforementioned Poggio Santa Lucia; Loro, part of Cerqueto, Rebetino, part of San Giovanni with their districts and estates. The other part is [comprised] as follows: Brunforte, Gualdo, Cardine, Castelgismondo, part of Schito, Poggio San Michele, Malvicino, Isola and Colle Pietra with the lordship over Morico and Piobbico; and it is always in the faculty of Fildesmido to decrease and increase each share. In the year of the Lord 1244, sixth indiction, on December 2; in the presence of the Lords Baligano, Trasmondo of Sant’Angelo, Ugolino of Massa,  Birotto of Petriolo, Armaleo and Napoleone, Rubeo of Urbisaglia, Trasmondo of Petriolo, Gualtiero of Loro, Baligano of Urbisaglia, and of Diotalleve, prior of Santa Maria di Loro and Lord Albertacio, as witnesses.